Potenza: non ne serve moltissima. Infatti non useremo la nostra torcia per illuminare a giorno un basso fondale sotto il sole di agosto, ma per rischiarare le zone e gli anfratti poco illuminati, come faremmo in casa per cercare qualcosa rotolato sotto un mobile. Più in profondità, servirà a ristabilire i colori filtrati via dall’acqua che ci separa dalla superficie. Come dire: vedremo i veri colori degli scorfani, delle gorgonie e degli altri animali, e non più un uniforme tono grigio-blu. In queste condizioni, anche un illuminatore che emetta qualcosa meno di 1000 lumen (unità di misura del flusso luminoso, http://it.wikipedia.org/wiki/Lumen) è sufficiente. Potenze maggiori, sono riservate a torce con pacchi batteria separati dalla testa illuminante, dalle dimensioni e costi diversi di una torcia ad uso ricreativo. Luminosità ancora più importanti sono riservate agli illuminatori per riprese video, in cui il fascio di luce deve essere sufficientemente ampio da coprire uniformemente la zona di ripresa.

Ampiezza: un fascio tra gli 8 e i 20 gradi è più che sufficiente anche durante le immersioni notturne, mentre per il video, dato l’impiego di obiettivi grandangolari, è necessario arrivare e superare anche i 90 gradi. Un fascio stretto è utile quando si usa la torcia come segnalazione: un cerchio tracciato rapidamente sul fondo equivale ad un Ok, il fascio mosso in senso orizzontale è un richiamo di attenzione per una situazione a rischio, un richiamo rapido seguito dal puntamento del fascio su un punto del fondale significa:"Hey, guarda qui", e così via. Ma questi segnali possono essere dati anche con illuminatori di potenza contenuta e fascio non troppo stretto.

Sorgente luminosa: ormai imperano i LED, più efficienti sia delle ormai obsolete lampade alogene sia delle lampade a scarica HID. I LED sono dispositivi a stato solido, durano decine di migliaia di ore e, a differenza delle altre fonti luminose, sono poco sensibili agli urti e ai maltrattamenti.

Temperatura di colore: è la misura della "temperatura della luce", diciamo del suo "tono", e si esprime in Kelvin (K). Può andare da 2500 K, che è una luce abbastanza giallastra (potremmo dire "calda"), tipo quella delle lampadine a filamento che ancora per qualche tempo avremo in casa, ai 3400 K circa delle cosiddette "alogene", ai 5600 K, che è anche il "bianco standard" e che coincide con la luce del sole a mezzogiorno, mentre se è nuvoloso la luce diventa più bluastra (la definiremmo "fredda") e può superare gli 8000 K. La temperatura di colore degli emettitori LED di qualità varia, secondo il modello e il costruttore, tra 5000 e 6500K circa: è un intervallo molto simile al "tono" della luce solare e quindi ottimo anche per l'illuminazione subacquea. Non meno importante è il CRI (color rendering index) cioè la capacità di riprodurre i colori dei vari oggetti fedelmente rispetto ad una sorgente di luce ideale o naturale. Più il CRI è alto maggiore sarà la fedeltà di illuminazione.

Batterie: in genere si usano i moderni accumulatori ricaricabili agli ioni di litio, che hanno un rapporto peso-capacità elettrica molto favorevole. Le dimensioni della batteria ovviamente vanno rapportate alla potenza dell'illuminatore e soprattutto all’autonomia richiesta, che può anche essere limitata a circa un’ora per le normali immersioni diurne ma, per le notturne, deve arrivare o superare, per evidenti problemi di sicurezza, le due ore o più. Ricordarsi di portare sempre per le immersioni notturne una torcia di backup. Se le batterie possono essere facilmente sostituite, è un vantaggio, perché se ne possono tenere a portata di mano più di una, in modo da affrontare anche immersioni successive senza doverle ricaricare. Le pile usa e getta, che hanno maggiori limiti di autonomia, possono infine essere utili per torce secondarie proprio perché non debbono essere ricaricate: basta sostituirle e si ha subito una torcia pronta all'uso.

Grazie per la vostra attenzione